Totò, luce su Firenze

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Il rapporto tra Antonio de Curtis - in arte Totò - e Firenze apparentemente potrebbe sembrare più un fatto di paragoni con le altre città d’Italia dove Totò andava a recitare le sue riviste di varietà.
Ma, al contrario, si tratta di un legame molto profondo, una incredibile alchimia. Non solo profumi, odori particolari. A Firenze amava essere più elegante del solito, amava le atmosfere rinascimentali, come ogni bizantiniano veniva completamente attirato dalla magia fiorentina.
Posseduto dall’architettura mista e surreale “Metà-fisica”. Totò in realtà amava la moglie Diana che qui aveva conosciuto, alle Follie Estive. E Diana fiorentina amava la sua città. Era tifosissima della Fiorentina e ha sempre mantenuto il suo dialetto, inconfondibile. 
Sono fiero del mio quarto toscano perché amo la storia e Firenze. Il nonno Totò sfotteva ogni tano la moglie, amava portarla davanti al Palazzo degli Strozzi dove le ripeteva che un parente di lei, amministratore dei medesimi, li aveva portati alla rovina.
Il principe de Curtis rammentava sempre ai suoi impresari che bisognava fare la prima a Firenze.
Perché se si passava indenni dalla critica dei “toschi” sarebbe stato un gran successo nel resto d’Italia; temeva lo spirito fiorentino di critica violenta, della cura dei particolari. E quell’abbraccio Parte nopeo e parte fiorentino lo stimolava a dare il massimo.

PRESENTAZIONE DEL VOLUME TOTO’ META’-FISICO, FIRENZE 23 Ottobre 2018

https://www.youtube.com/watch?v=eB4G3qGN20o

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